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Ariano Irpino Aree archeologiche in Provincia di Salerno Aree archeologiche in Provincia di Avellino Aree archeologiche in Provincia di Benevento Aree archeologiche in Provincia di Caserta

 


In località S. Eleuterio è stato individuato un centro antico (vicus) identificato con Aequum Tuticum, ricordato dalle fonti antiche come nodo viario sulla via Traiana e, successivamente, sulla Herculea. Probabilmente già esistente nel periodo repubblicano, il vicus ha rivelato finora un’occupazione compresa tra il I secolo d.C. e l’età tardo-.antica e una rioccupazione in età medievale (XII secolo).

 

In età adrianea fu un vicus alle dipendenze di Benevento. Non si hanno finora certezze sull'esistenza del sito in età repubblicana, anche se un'epistola di Cicerone del 50 a.C.(Ep. Ad Att. VI,I,I) potrebbe testimoniarne la preesistenza già prima della deduzione della colonia triumvirale di Beneventum (42 a.C.), nonché confermare la sua importanza come nodo viario.

L'importanza strategica del luogo non viene meno in epoca successiva, quando i percorsi che acquistano maggiore rilievo sono quelli funzionali all'assetto militare e civile della società romana. Il centro viene attraversato dalla via Traiana e successivamente dalla Herculia,e dall'Aurelia Aeclanensis che collegava la Traiana con l'Appia.

L'insediamento romano si estendeva sul pianoro con direzione nord- sud. A nord, verso il fiume Miscano, è stato individuato un tratto della via Traiana. A sud, è stata identificata una necropoli; un'altra area sepolcrale era invece posta ad occidente, lungo il limite naturale del pianoro che sembrerebbe definire l'insediamento.

Dalle indagini archeologiche condotte agli inizi del '90 sono emerse strutture risalenti al periodo medievale, sovrapposte ad edifici di età romana. Di questo notevole complesso edilizio l'emergenza monumentale più rappresentativa è costituita da un edificio termale databile al I sec. d.C., il cui ambiente centrale era decorato con un pavimento a mosaico con tessere bianche e nere. Alla seconda metà del II sec. d.C. si riferiscono una serie di ambienti disposti a schiera probabilmente interpretabili come horrea (magazzini) o tabernae (botteghe).

Nella seconda metà del IV sec. d.C. (346-370 d.C.) il centro fu investito da un violento terremoto, tuttavia, i dati archeologici confermano una continuità di vita dalla piena età imperiale fino al V sec. inoltrato, come attesta il mosaico policromo che ornava un vasto ambiente di un edificio, verosimilmente una villa, costruito al di sopra degli ambienti a schiera della seconda metà del II sec. d.C.

In epoca medievale l'impianto urbano si sovrappose al precedente stravolgendone completamente l'assetto. Ciò è dimostrato dal rinvenimento di  alcuni ambienti disposti intorno ad un cortile centrale, plausibilmente riferibili ad un edificio privato, ricadente in uno degli isolati dei questo nuovo centro.  In documenti medievali il sito viene denominato S. Eleuterio. Il toponimo ricorda probabilmente il vescovo S. Eleuterio che resse la diocesi di Troia tra il V e l'VIII sec. d.C., da identificare con il martire romano Liberalis (Eleuterios), un patrizio molto venerato a Roma nel VII sec.d.C.